AFFETTI E LINGUAGGI CON GLI ADOLESCENTI MIGRANTI. Esperienze di laboratori sulle emozioni in un servizio per adolescenti

LALLALLERO

di Fabrizia Di Lalla, Francesca Pacini, Tommaso Romeo 

 

RIASSUNTO: In questo articolo si è cercato di mettere in luce dal punto di vista antropologico, educativo e psicoanalitico il lavoro svolto all’interno dei laboratori del Centro di Aggregazione Giovanile «Spazio Giovani – Open Ring Center», con pre-adolescenti e primo adolescenti migranti di prima e seconda generazione. Partendo dal concetto di luogo antropologico, gli autori hanno ripercorso diverse questioni teoriche centrali, che fondano il lavoro all’interno del Centro Alfredo Rampi. È stata sottolineata l’importanza del setting psicodinamico multiplo e del lavoro con il gruppo, focalizzandosi su cosa significhi essere allo stesso tempo adolescenti e migranti. Infine, attraverso la narrazione di tre storie di ragazzi che frequentano il Centro di Aggregazione, si è cercato di evidenziare l’importanza che il medium del gioco può assumere per permettere di co-creare insieme all’aiuto di operatori esperti e del gruppo dei pari, uno spazio potenziale in cui esprimere i propri vissuti interni e progredire in maniera evolutiva verso il processo di soggettivazione.  

Parole chiave: Adolescenza; migrazione; identità; setting psicodinamico multiplo; laboratori psico-educativi; gruppo. 

SUMMARY: Affects and languages with migrant adolescents. Experiences of laboratories on emotions in a service for adolescents. The paper aims to understand the work done in laboratories held at the youth center «Spazio Giovani – Open Ring Center» with pre-adolescents and early-adolescents migrants of both first and second generation; discussion will employ an anthropological, educational and psychoanalytical point of view. Starting from the concept of «anthropological place», the authors trace the theoretical aspects involved in the work of Alfredo Rampi Center. Emphasis is given to the use of a psychodynamic multiple setting and the group work, employed to explore the experience of being both adolescents and migrants at the same time. Finally, using three clinical vignettes, the importance of play as a medium is discussed in relation to the opportunity that it offers to co-create, within the relationship with educators and peers, a potential space in which one’s own emotions can be expressed, and progress can be made in the process of subjectification. 

Keywords: Adolescence; migration; identity; psychodynamic multiple setting; psycho-educational laboratories; group. 

5,00 

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