ADOLESCENTI IN BILICO: TRA FARE E PENSARE

Di Alessio Aloi, Anna Maria Dalba, Aaron Nemu Henrich, Mario Manilia, Chiara Porco, Maria Katiuscia Zerbi

 

RIASSUNTO

Nel presente elaborato viene ripreso ed esplorato il pensiero teorico clinico di Marco Lombardo Radice, proponendo un’analogia tra la sua esperienza di cura degli adolescenti sofferenti nelle Istituzioni e l’esperienza del Gruppo Integrato di Lavoro sui casi di Autorità Giudiziaria (G.I.L. AA.GG.). L’obiettivo comune di entrambe le esperienze, è parso essere agli Autori, quello di trovare un luogo psichico in cui poter accogliere l’ambivalenza dei messaggi di bisogno e di rifiuto che i casi gravi manifestano, mettendo i curanti nella condizione di doversi muovere tra interventi costrittivi e contenitivi. Vengono presentate nello scritto tre situazioni cliniche che hanno richiesto la progettazione e articolazione di interventi a geometria variabile (sia individuali che gruppali) al fine di individuare il miglior dispositivo possibile, in quel momento, per avvicinare, accogliere e rendere fruibile un intervento per ragazzi segnalati dall’Autorità Giudiziaria col fine di poter riflettere – e quando possibile elaborare – la propria storia di sofferenza.

Parole chiave: Adolescenti difficili; interistituzionalità; gruppalità; interventi costrittivi e contenitivi.

SUMMARY

Adolescents in the balance: betweeen doing and thinking. The paper, by exploring the clinical and theoretical ideas of Marco Lombardo Radice, offers an analogy between his work with severe adolescents within an institutional setting and the experience of an Integrated Taskforce working with the Criminal Justice.Common to both experiences is the effort to create a psychic space able to contain the clinicians’ ambivalence towards the expressions of both need and rejection coming from severe adolescents. In contexts, clinicians are often in the position to move between intervention based on containment and restrictive ones. Three clinical vignettes are discussed in which flexible interventions (both individually and in group) were designed in order to offer the best possible modality to make contact with youths referred from the Criminal Justice, and help them reflect, and if possible work through, their history of suffering.

Key words: Difficult adolescents; inter-institutional relationship; group dynamics; containing and restrictive interventions.

Il materiale clinico non consente la vendita online di questo articolo.

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