MITO

Anno 2023 – N.1 – MITO

Diana Burratti

Chi ha davvero assimilato un dipinto di Cézanne non potrà più guardare una mela, o una sedia, come le guardava prima.
Le grandi opere d’arte ci attraversano come venti di tempesta, spalancando le porte delle nostre percezioni e investendo l’architettura delle nostre convinzioni con la loro potenza trasformatrice.
Noi cerchiamo di registrare il loro urto e di riorganizzare la nostra casa sconquassata secondo un nuovo ordine.
E, spinti da un qualche primario istinto di comunicazione, cerchiamo di comunicare agli altri la qualità e la forza della nostra esperienza (Steiner 1959, p. 11).

Questa monografia nasce esattamente da quel «primario istinto di comunicazione»: tra persone con lo stesso amore per la mitologia e l’adolescenza, tra discipline che si alimentano vicendevolmente. Nessuna emergenza clinica o sociale spingeva il rilancio del legame tra psicoanalisi e mitologia e, in fin dei conti, questa passione comune poteva rimanere celata in battute o piccoli scambi personali. E invece, con quell’urto e quella casa sconquassata dentro, ci siamo trovate a fare i conti con la potenza di un desiderio di condivisione così genuino che comporre questo numero è stato prima di tutto un movimento molto spontaneo.
I temi centrali sono quelli della mitologia greca, fondamenti stessi
della psicoanalisi: passioni e dolore, vita e morte, ricerca del soggetto nella parabola della sua crescita psichica di fronte alle sfide – le più antiche, sempre attuali – della vita.

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